Letterato e filosofo greco. Da Atene, dove teneva scuola di retorica e di
filologia, passò in Siria come maestro di greco e consigliere della
regina Zenobia; fu condannato a morte dall'imperatore Aureliano sotto l'accusa
di aver istigato la regina, giustiziata insieme a lui, a porre resistenza ai
Romani. Delle sue opere, di contenuto filosofico, grammaticale e di critica
letteraria si hanno scarsi frammenti (III sec. d.C.). A
L. fu
erroneamente attribuito (da qui il nome di
Pseudo-Longino) il celebre
trattato
Del sublime, uno dei più importanti documenti della
critica letteraria nell'antichità, composto da un ignoto filologo dei
primi decenni del I sec. d.C.